Noi abbiamo pranzato proprio li' e abbiamo mangiato un buon solomillo a la pimienta (al pepe verde, piccantino) e una tortilla espanola (una specie di frittata fatta con uovo e ripiena di patata). Abbiamo mangiato benissimo ed anche il servizio e' impeccabile: le cameriere sono in costume d'epoca e si puo' mangiare in un bel patio (cortile).
Dopo pranzo abbiamo proseguito il nostro viaggio (ci aspettava ancora una lunga traversata di circa 80 o 90 chilometri). Dopo aver superato strade tortuose e barranchi a non finire (guidavo una macchina diesel e quindi con poca ripresa in salita ma con un consumo ridottissimo: avremo fatto 150 chilometri consumando solo una tacca di carburante!) siamo tornati sulla strada principale, la fv-02 e siamo poi arrivati, finalmente, a Morro Jable. Qui siamo alloggiati alla Pension Omahy, in Calle Maxorata, una piccola pensione gestita da un tipo strano che, abbiamo saputo da alcune donne di servizio della pensione, vive la notte, beve tanto, si sveglia a mezzogiorno e al pomeriggio sbadiglia a tutto andare! Nella serata abbiamo riportato l'auto presa a noleggio alla Avis e poi siamo andati a mangiare in un ristorante italiano vicino alla nostra pensione. Anche qui abbiamo trovato degli italiani veri ed il gestore del ristorante, denominato "Piccola Italia", e' siciliano e gestisce vari ristoranti nelle isole canarie, uno dei quali in un piccolo paese a Tenerife. Ecco un altro leone come noi che si e' girato tutte le isole canarie!
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